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  • Davide Bontempo

Il benessere equo e sostenibile a Verona, prima della pandemia

Aggiornamento: mag 15


Nel mese di marzo è stato pubblicato dall’ISTAT il Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES)

per il 2020 (ma i dati riguardano al massimo il 2019). Molti potrebbero pensare che la pandemia ha

cambiato in modo così profondo il quadro socio-economico che forse quei dati, non aggiornati, non

serve nemmeno guardarli. In realtà sappiamo che i problemi, le criticità, le disuguaglianze che già

esistevano sono stati tutti aggravati dal Covid-19: se vogliamo definire in modo più appropriato la

strada da seguire per il dopo-Covid, è indispensabile essere meglio consapevoli anche delle criticità

preesistenti, dei punti di forza e di debolezza. E non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale,

perché l’attuazione del PNRR richiederà, per essere davvero utile, una forte appropriatezza

territoriale. E’ necessario quindi analizzare con attenzione anche i dati locali: le medie provinciali

non ci dicono molto sulle disuguaglianze interne al territorio veronese, ma, nel confronto con il dato

veneto e nazionale, possono indicare aspetti sui quali prestare attenzione, sia in senso positivo che

negativo. Poi sappiamo – lo attesta in questi giorni l’Istat (aprile 2021) - che la pandemia ha

drammaticamente aggravato i problemi: è aumentata consistentemente la povertà, peggiorata la

condizione delle donne, cresciute le difficoltà dei giovani.




IL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE A VERONA
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