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  • Davide Bontempo

Lettera osservatorio sulla campagna vaccinazioni



L’Osservatorio sulle disuguaglianze ha inviato alle Autorità cittadine una lettera per sollecitare l’attenzione alla vaccinazione urgente delle badanti, anche irregolari, e all’inserimento degli homeless nel Piano di vaccinazione.






Al Signor Prefetto di Verona, Dott. Donato Giovanni Cafagna


- Al Direttore Generale, Dott. Pietro Girardi

- Al Direttore Sanitario, Dott.ssa Denise Signorelli

- Al Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Dott. Fabrizio Cestaro

- Al Direttore del Servizio di Igiene Pubblica, Dott. Salvatore Falcone AULSS 9 Scaligera della Regione Veneto

- All’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona, Dott.ssa Maria Daniela Maellare


Trasmessa via e-mail

Oggetto: Vaccinazione anti Covid per homeless e badanti



Vi scrivo in qualità di Presidente dell’Associazione Osservatorio sulle disuguaglianze a Verona. L’Associazione è una rete tra organizzazioni sindacali, Centro Servizi Volontariato, soggetti del Terzo Settore come Energie Sociali e Auser, Cestim e organismi di formazione come Scaligera formazione. Intende promuovere approfondimenti, azioni di sensibilizzazione e progetti operativi sui temi delle disuguaglianze. Vi scrivo per segnalarvi la necessità che nella programmazione della campagna di vaccinazione contro il virus Covid-19 siano inseriti fra le categorie di popolazione da vaccinare con priorità gli homeless e le badanti presenti nella nostra città ed in provincia.

La categoria degli homeless presenta, infatti, condizioni di salute generale e di esposizione al rischio di contagio molto elevate ed è particolarmente complesso, in queste persone, individuare ed isolare i casi positivi circoscrivendo le fonti di contagio collettivo.



La categoria delle badanti, molto numerosa in tutto il nord-est e nella nostra provincia (7.138 il numero censito dall’osservatorio Domina nel 2020, pari probabilmente a metà delle reali presenze), costituisce per molti anziani l’unico contatto sistematico con il mondo esterno e, quindi, la principale via di un possibile contagio, come confermano le informazioni assunte presso molti medici di famiglia.

Va ricordato, inoltre, che solo circa la metà di queste operatrici è registrata formalmente ed è quindi necessario che anche per queste persone, così come per gli homeless, la vaccinazione sia offerta in modo attivo anche in assenza di una regolare documentazione sanitaria, eventualmente coinvolgendo le Organizzazioni di volontariato dei medici che già operano quotidianamente per assistere queste categorie di persone.

La sollecitazione che esprimiamo deriva certamente da ragioni di equità che stanno alla base del nostro impegno associativo, ma anche dalla consapevolezza dei rischi sanitari, per tutta la popolazione ed in particolare per gli anziani, che comporterebbe un rinvio o addirittura una mancata vaccinazione di queste categorie.



Cordiali saluti



Maurizio Carbognin




Articolo Arena del 05 Marzo 2021

Arena 05.03.2021
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